Detrazione fiscale per porte blindate

La sicurezza della propria abitazione è diventato uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni. Gli atti di criminalità verso le case private hanno portato le famiglie ad installare sistemi di sicurezza sempre più completi e innovativi.

In tale direzione, anche lo Stato italiano si è attivato per agevolare il cittadino nell’installazione di questi sistemi di protezione per la sicurezza domestica. Prevedendo una detrazione fiscale per porte blindate.

Sistemi di antifurto, porte blindate, lamiere balistiche, telecamere di video sorveglianza, finestre con doppi infissi, panic room, lettore tag o lettore d’impronta digitale, sono parte dei sistemi di sicurezza scelti dai cittadini per ostacolare atti di effrazione da parte di malviventi e piccoli ladri, spesso disposti a tutto pur di entrare in casa.

In particolare, la nuova legge in materia di detrazione fiscale, ha previsto la riduzione delle imposte da pagare per l’anno in corso per quei cittadini che si interesseranno dell’installazione di porte blindate e sistemi di video sorveglianza, ai fini del rafforzamento delle misure di sicurezza.

Prima di attivarsi all’acquisto però, è bene sapere che la detrazione fiscale è valida solo per alcuni modelli di porte blindate; è bene quindi informarsi su quali siano i modelli che assicurano la detrazione al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi per persone fisiche.

 

DETRAZIONE FISCALE PER PORTE BLINDATE: Quando spettano i bonus previsti dallo Stato Italiano per l’anno 2018

Lo Stato italiano ha previsto un aiuto per chi installa sistemi di sicurezza di alto profilo. Questo per  garantire ai cittadini la possibilità di proteggersi da aggressioni esterne da parte di delinquenti. Si tratta di un’agevolazione di tipo fiscale nella dichiarazione dei redditi per l’anno in cui avviene tale installazione.

Per ottenere tale bonus bisogna dimostrare che nell’anno della dichiarazione il soggetto abbia sostenuto una spesa per installare sistemi di sicurezza. In particolare per il montaggio di porte blindate. 

Un passo in avanti per invogliare il cittadino ad affrontare una spesa, a volte fuori dal budget famigliare.

 

Detrazione fiscale porte blindate 2018: i tipi di bonus di cui si può usufruire nella dichiarazione dei redditi.

Sono varie le tipologie di bonus alle quali si può ricorrere per ottenere una detrazione fino al 50% nella dichiarazione dei redditi, quando si vuole usufruire dell’agevolazione fiscale prevista per l’installazione di porte blindate a protezione della propria abitazione.

A seconda dell’intervento che farete potrete scegliere un bonus diverso da inserire nel modello IRPEF:

  • Bonus mobili: viene concesso a coloro i quali eseguono in generale dei lavori di ristrutturazione straordinaria o ordinaria della propria abitazione e desiderano pertanto recuperare una parte della spesa sostenuta. In questo modo l’installazione di una porta blindata viene equiparata ad un qualsiasi intervento agevolato per la ristrutturazione della propria casa. Viene anche incluso il costo del trasporto e del montaggio della porta.
  • Interventi di risparmio energetico: Comprendono una detrazione fiscale fino al 50%. Vengono chiamati anche bonus di riqualificazione energetica, usati quando si vuole cambiare il portoncino dell’abitazione con un modello blindato più sicuro e performante.
  • Bonus sicurezza: Può essere richiesto dal cittadino per installare una porta blindata al fine di prevenire atti di violazione della proprietà privata.  ( Vi rientrano tutte le spese per l’installazione di sistemi di antifurto e video sorveglianza, comprendendo gli interventi per sostituire serramenti quali porte blindate).

 

Porte blindate: i modelli idonei alla detrazione fiscale per l’anno 2018

Esistono delle limitazioni per quanto riguarda i modelli sui quali è possibile applicare la detrazione fino al 50%. Per evitare venga fatto qualsiasi tipo di imbroglio pur di beneficiare dell’agevolazione. In base alla direttiva europea numero 1627, emanata per disciplinare tale ambito, sono soltanto sei le classi di sicurezza idonee ad essere inserite nella dichiarazione dei redditi per persone fisiche, ai fini della detrazione fiscale.

Non tutte le porte sono uguali ma hanno un grado di effrazione più o meno elevato a seconda del modello acquistato; a distinzione per l’appartenenza a ciascuna classe, varia in base a dei test  effettuati (come richiesto dalla Comunità Europea).

Le specifiche prove di resistenza riguardano in particolare il tipo di serratura, la fermezza della blindatura ed il grado di qualità di isolamento termoacustico.

  Classe 1: E’ il livello di sicurezza più basso, per cui la porta blindata è in grado di resistere solo nei casi in cui il malintenzionato tenta di aprire la stessa solo con il corpo, senza l’aiuto di alcun attrezzo.

  Classe 2: Sono le porte blindate che presentano un grado di resistenza leggermente più elevato, non si aprono con oggetti semplici come cacciaviti, tenaglie o coltelli e per questo sono adatte ad essere installate in uffici, edifici industriali o luoghi a basso rischio.

  Classe 3: Aumenta ulteriormente il livello di sicurezza in relazione al maggior grado di esperienza del ladro che utilizzerà oggetti più complessi come un piede di porco.

  Classe 4: Serve a respingere attacchi da parte di ladri più esperti che fanno uso di seghe, accette o trapani per scassinare villette o case semi-indipendenti soggette a maggior rischio.

  Classe 5: Livello di sicurezza molto alto per prevenire attacchi da parte di ladri professionisti che utilizzano attrezzi più sofisticati. In genere queste porte proteggono luoghi come gioiellerie, banche o ambienti dove è necessario garantire la massima sicurezza.

  Classe 6: Si tratta del livello di sicurezza più alto.

 

Queste le specifiche per ottenere la detrazione fiscale per porte blindate.
In un periodo sociale nel quale è prioritario, per chi vuole proteggesi da danni per furto, attivarsi per rendere più sicura la propria casa.

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